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Memo dice di sé: sono una ritardataria cronica, funambola, nottambula e forse anche sonnambula. Pratico il multitasking come sport estremo: tra una verifica d’inglese da correggere e una traduzione impossibile, scrivo storie, che, proprio come i miei alunni, tentano costantemente di sfuggirmi. Da bambina, con una macchina da scrivere tra le mani, già inventavo racconti per le amiche, da grande, le parole hanno preso altre forme: traduzioni, saggi, articoli specialistici… finché un “big bang” non ha rimesso tutto in gioco. Ed eccomi qui, tornata bambina a raccontare storie, prima nella testa e poi sul foglio.

Storie di Memo

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