<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Numero Speciale: Supereroi on Collettivo Sciame Indolente</title><link>https://sciameindolente.it/fanzine/s2-supereroi/</link><description>Recent content in Numero Speciale: Supereroi on Collettivo Sciame Indolente</description><generator>Hugo</generator><language>it-it</language><lastBuildDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</lastBuildDate><atom:link href="https://sciameindolente.it/fanzine/s2-supereroi/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml"/><item><title>Anche i supereroi hanno paura</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/anche-i-supereroi-hanno-paura/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/anche-i-supereroi-hanno-paura/</guid><description>&lt;p&gt;Jack aveva deciso di farla finita.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Con il lavoro che faceva gli bastava poco.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Doveva solo sganciare un moschettone dell’imbracatura e il gioco era fatto.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Faceva il lavavetri, di quelli che non soffrono di vertigini e restano sospesi lungo i muri dei grattacieli.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Aveva scritto un biglietto per la moglie.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;“Perdonami, ma non riesco a sopportare più questo dolore”.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;L’indomani avrebbe messo fine a tutto.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Poi, quel fuori programma al lavoro, la telefonata del suo capo.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Apex</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/apex/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/apex/</guid><description>&lt;p&gt;Apex è un coglione.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Non riesco a capire perché tutti adoriate quel figlio di puttana e lo osanniate come un Dio sceso in terra. Non ho idea di come faccia ad avere quei poteri assurdi, se viene da un altro pianeta o ha subito degli esperimenti durante la Seconda Guerra Mondiale, ma si merita tutto il mio odio, dopo che durante uno dei suoi salvataggi ha fatto crollare addosso il tetto dell’appartamento in cui vivevo. È stato solo grazie all’intervento dei pompieri che me la sono cavata.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Ciclone, l’uomo d’acciaio</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/ciclone-l-uomo-d-acciaio/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/ciclone-l-uomo-d-acciaio/</guid><description>&lt;p&gt;Rosa arrivò alla canonica dal folto del bosco. Era partita al tramonto dal paese grande e aveva camminato per ore nella notte.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Bussò tre volte, attese, e poi ancora una.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Parola d’ordine!» udì da dietro alla porta.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Milano» fiatò lei sul legno.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Il chiavistello scattò e una striscia della faccia di Don Nino apparve alla luce della luna.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Ho portato un nuovo messaggio dal distaccamento. Loro sono qui?» disse lei.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Forse ero un supereroe</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/forse-ero-un-supereroe/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/forse-ero-un-supereroe/</guid><description>&lt;p&gt;Le ciabatte fanno uno strano rumore. Forse dovrei controllare le suole. Oppure il pavimento, magari ha qualche problema.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Fuori fa freddo. Mi serve il cappotto pesante. Ma non mi ricordo dov’è. Era verde, imbottito. O forse blu. Magari basta una giacca. Ma dove le avrò messe?&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Da quando Ester se ne è andata, non trovo più le cose. A momenti non riconosco più casa nostra. Che poi, perché lasciarmi dopo cinquant’anni di matrimonio? Cosa le ho fatto?&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Fragola e cioccolato</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/fragola-e-cioccolato/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/fragola-e-cioccolato/</guid><description>&lt;p&gt;Seduto sul muretto, osservo le anatre nell’acqua immobile del lago. Il cielo è di un azzurro intenso, quasi da far male agli occhi. Faccio l’ultimo tiro e spengo la Winston Blu contro la suola della scarpa. Devo vedere Laura. Oggi glielo dirò.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;È da tempo che ho deciso di parlargliene, non trovando mai il coraggio. Ho paura di perderla, che si arrabbi con me e che mi molli seduta stante. Ma ormai è inevitabile: sono perso di lei, non posso continuare a nasconderle questo piccolo dettaglio.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Generazioni</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/generazioni/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/generazioni/</guid><description>&lt;p&gt;È noto che se ti coglie il morbo pulitore va assecondato. Nonna Jole lo sa bene quando, brandendo il piumino acchiappapolvere e l’aspirapolvere ciclonico 100 gradi ultraplus, apre la porta della camera di suo nipote Matt.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Le condizioni sono migliori del previsto. A parte qualche calzatura, zaini, borse, ammassi di jeans e felpe, il pavimento è quasi sgombro: è davvero un bravo giovinetto!&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Raggruppa le scarpe sul davanzale della finestra (quattro paia più una ciabatta single), appende le borse all’attaccapanni verde.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Il mantello dell’invisibilità</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/il-mantello-dell-invisibilita/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/il-mantello-dell-invisibilita/</guid><description>&lt;p&gt;Coperto da un mantello di lana merino, non abbastanza caldo ma in compenso così usato da essere una seconda pelle, sporca e odorosa, Ivo si muove invisibile sotto i portici delle vie di Milano.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Le poche persone in giro potrebbero accorgersi di lui: quando la città è piena e rumorosa, semplicemente non esiste.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Cammina senza fretta, come uno che assapora ogni attimo perchè sa che potrebbe non averne un altro.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La Gelataia</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/la-gelataia/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/la-gelataia/</guid><description>&lt;p&gt;Nel 2147 la linea Orbitale 7 attraversava Neo-Genova, sospesa tra palazzi grigi e un mare nero che aveva inghiottito metà città. Sotto i binari magnetici, i tetti di cemento spuntavano dall’acqua tra insegne pubblicitarie spente. Un treno dai mille colori - ultimo barlume di speranza per l’umanità - sfrecciava, lasciando scie luminose sul mare scuro. Nella carrozza sette resisteva ancora una gelateria terrestre.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Iridia sbuffò dietro il bancone: terzo turno. Aveva i capelli perlati appiccicati alla fronte e l’espressione di chi, prima dell’apocalisse, avrebbe voluto almeno una pausa pranzo. L’aria sapeva di zucchero, panna e plastica scaldata dai neon.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>La pensione integrativa</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/la-pensione-integrativa/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/la-pensione-integrativa/</guid><description>&lt;p&gt;«Rema, rema!» Un ragazzo scuro di pelle, con un sorriso bianchissimo sempre stampato in faccia, non fa che gridarmi istruzioni.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Alzati, ora!»&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;La fai facile, Mustafa. Pesi quanto una cicala di mare e sei agile come un’anguilla. Mettili tu questi novanta chili di muscoli sulla tavola. Rema tu, sdraiato a pancia in giù e con un forcone di due metri e mezzo in mano.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Mustafa è dietro di me, aspetta il momento giusto e mi spinge in avanti. Prendo velocità. Arriva l’onda, la sento sotto la tavola. L’acqua mi solleva, la tavola vibra. La schiuma m’investe, ma non mollo la presa.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Nuovi poteri</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/nuovi-poteri/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/nuovi-poteri/</guid><description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Oh, no.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Ania osserva la statua di ghiaccio che un minuto prima era il suo gatto.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Aggrottando le sopracciglia, cerca di capire cosa sia successo: tutto ciò che sa è che lo ha visto avvicinarsi pericolosamente al vaso sulla mensola e ha alzato di scatto una mano per fermarlo.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Beh, quanto a fermarlo, lo ha fermato. Solo che lei si aspettava un modo più canonico.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;&lt;em&gt;E se fosse colpa dell’incidente di ieri?&lt;/em&gt;, pensa. Il giorno prima, in laboratorio, un suo studente ha urtato una tanica di azoto liquido. Lei è intervenuta spingendo via il ragazzo prima che il contenuto gli si rovesciasse addosso, col risultato di esserne investita lei. Si è meravigliata di non aver riportato ustioni da freddo, ma forse ora ne intravede il motivo.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Piccoli equivoci</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/piccoli-equivoci/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/piccoli-equivoci/</guid><description>&lt;p&gt;Lea lo aveva visto per la prima volta in un video: un cane in miniatura, nero, vivacissimo, coda ritta.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Lei è molto anziana, possiamo affidarle un cane di tredici anni» aveva decretato la funzionaria del Canile e Lea aveva risposto: «Perfetto, è lui, vengo a vederlo».&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Aveva sempre avuto cani grandi: l’ultimo, Roc, pastore delle mucche, era mancato in due ore sotto le sue carezze a quindici anni. Dopo alcuni mesi il silenzio nella casa deserta era diventato insopportabile e la solitudine concreta, spessa. Ci voleva un altro cane.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Rockman vs Voltaren</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/rockman-vs-voltaren/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/rockman-vs-voltaren/</guid><description>&lt;p&gt;Sono indeciso se farmi un’iniezione di Voltaren o usare uno di quei cerottoni antinfiammatori. Essere un supereroe a quarantanove anni comporta scelte importanti.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Colpa della supervelocità, o Turbospeed, come la chiamano i miei &lt;em&gt;fans&lt;/em&gt; (tra l’altro &lt;em&gt;fans&lt;/em&gt; sarebbe anche l’acronimo di farmaci antiinfiammatori non steroidei, che simpatica coincidenza).&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;A vent’anni, dopo aver usato la Turbospeed e salvato qualcuno, mi godevo gli applausi e le eventuali ammiratrici ammaliate dalle mie gesta. Adesso muovere i muscoli, da zero a cento, senza riscaldamento, a una velocità non convenzionale, lascia sempre qualche strascico.&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Tonerella (o Tonerentola?)</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/tonerella/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/tonerella/</guid><description>&lt;p&gt;All’Agenzia Supereroi Uniti, Aurora era considerata una risorsa preziosa.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Non in missione, però.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Secondo il direttore Titanio il suo rarissimo potere “limitava leggermente il suo impiego operativo”.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Così, mentre Forzuto fermava treni in corsa e Lady Meteora deviava asteroidi, Aurora fotocopiava missioni, gestiva l’archivio e lucidava i pavimenti, che ormai brillavano più dello scudo di Capitan Splendore.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Aurora, c’è da svuotare il cestino radioattivo.»&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;«Aurora, il bagno dei mutanti ha bisogno di te.»&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Tutta colpa di Joker</title><link>https://sciameindolente.it/racconti/tutta-colpa-di-joker/</link><pubDate>Sun, 06 Sep 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://sciameindolente.it/racconti/tutta-colpa-di-joker/</guid><description>&lt;p&gt;Un tonfo. Erano le 8:30 di un mattino che sembrava tranquillo. L’OSS Juan stava piegando la biancheria, quando vide un lampo rosso oltre il finestrone del salone.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;La ciotola del latte sul tavolo tintinnò. Cat Woman smise di bere e alzò gli occhi curiosa.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Sul prato, avvolto nel plaid rosso della RSA, il signor Kent agitava un braccio.&lt;/p&gt;&#10;&lt;p&gt;Juan lasciò la biancheria sul carrellino e corse fuori. Dietro la vetrata gli ospiti e gli operatori si erano già radunati.&lt;/p&gt;</description></item></channel></rss>