Amori estivi

· 351 parole · 2 minuti di lettura · memo

L’uomo la osserva da un po’. È seduta sulla sua stessa panchina, assorta nella lettura. Una donna sulla sessantina, forse poco più. Indossa un abito azzurro che le fascia la vita. Ha pelle abbronzata e capelli biondi raccolti sulla nuca. È bella. L’uomo prende coraggio e le rivolge la parola.

«Mi scusi, signorina».

Lei solleva lo sguardo, sorpresa.

«Non voglio disturbarla», dice lui. «È la prima volta che vengo in vacanza a Laigueglia. Lei è del posto?»

«No, abito a Torino, ma vengo qui ogni anno», risponde con un mezzo sorriso.

«È un bel posto, più di Alassio. Mi piacerebbe trovare un buon ristorante di pesce. Ne conosce uno?»

Lei esita, spostando una ciocca ribelle dal viso, un gesto che lui trova estremamente sensuale. «Le consiglio Il Pirata. Il pesce è fresco.»

«Allora la invito a cena.»

Il sorriso di lei è dolce e disarmante. «È molto audace lei.»

«Touché», replica lui. «È incantevole, sarei felice di cenare con lei. Mi chiamo Paolo.»

«Maria, piacere.» Gli porge la mano.

«Le andrebbe di fare una passeggiata sul lungomare e mangiare un gelato?»

«Volentieri.»

Impacciati, si alzano e si avviano lungo il mare. Camminano fianco a fianco, parlano e ridono. Lui le sfiora la mano, e lei lo lascia fare.

«Maria, ha scelto un gusto di gelato insolito», commenta lui.

«Me lo diceva anche mio marito. Adoro la liquirizia», risponde lei, fermandosi per guardarlo negli occhi.

Anche lui si ferma, ma lo sguardo si fa smarrito. «Maria! Che ore sono?»

Il sorriso di lei si fa amaro. «Sono le sette, Paolo.»

Lui aggrotta la fronte, confuso. «Dobbiamo andare! Dove sono Silvia e le bambine?»

Maria sospira. «In spiaggia. Sai che adorano restare fino al tramonto.»

Lui la guarda con espressione incerta, cercando di ricordare. «Tua figlia è come te. È tardi. A che ora volete farmi cenare?»

Lei gli accarezza la mano con dolcezza. «Le chiamo subito. Andiamo a casa, Paolo.»

Mentre si avviano, lui sembra ritrovare un po’ di serenità. Lei lo osserva di nascosto, consapevole che domani tutto questo potrebbe nuovamente svanire dalla sua mente, come sabbia portata via dalle onde.