Bella bro!

· 340 parole · 2 minuti di lettura · scout

«Gli scarponi vanno nel baule, Sara!» sbotta mamma con mia sorella grande, che raccoglie i suoi scarponi e li allinea accanto ai miei, sbuffando.

Siamo nel parcheggio di Passo Rolle. Oggi la passeggiata con gli amici non finiva più: ci siamo guadagnati lo strauben per merenda, grazie anche a mio fratello Leo, detto Tempesta, che ha tre anni e le gambe corte ma ha camminato senza quasi lamentarsi.

Prima di salire in auto saluto le Pale di San Martino; ho deciso che sono i miei monti preferiti, prima o poi li scalerò. «Anna, hai tu le chiavi dell’auto?» chiede papà.

«No, hai aperto tu» risponde mamma, mentre cerca di legare al seggiolino auto mio fratello che si divincola come un’anguilla.

Papà fruga in tutte le tasche: «Sicura?»

Lei verifica tasche e zaino poi scuote la testa.

Intanto Tempesta è sceso dall’auto e, accanto alla portiera del guidatore, chiama papà.

«Leo, non è il momento» lo fulmina mamma.

«Papààà!» grida di nuovo.

«Ehhh!»

«Devo farti vedere una cosa.»

«Non ora!» lo zittisce lui.

La Multipla dei Lari si accosta. «Non troviamo le chiavi», li informa mamma, mentre aiuta papà a tirare fuori dal baule scarpe, zaini, giacche, borracce… Svuotano e ricontrollano tutto per l’ennesima volta, sempre più in fretta. Li vedo agitati.

«Dai, vieniiii!» Leo si è avvicinato e lo tira per i pantaloncini.

«Un attimooo!» sbotta papà, ma lui insiste: «Papààà, oraaa!»

«Bastaaa! Ubbidisci! Fila in auto!» urla papà furioso e gli molla uno scapaccione.

Mio fratello comincia a piangere a volume mille. Ci stanno guardando tutti.

Sento che gli altri genitori stanno cercando una soluzione, uno dice che domani arrivano i Sala, potrebbero passare da casa nostra a prendere la chiave di riserva.

Leo singhiozzando si attacca alle mie gambe e mi tira per un braccio, non mi va ma lo seguo: magari riesco a farlo smettere di strillare. Mi porta al posto di guida e mi indica la portiera!

«No, vabbè! Bella Bro!» gli batto un cinque sulla sua mini-manina e rido: «Pààà, la chiave è sulla portiera!»