Biscotti o taralli?

· 363 parole · 2 minuti di lettura · bendico

“Il marrone non gli dona”, pensò Giada, mentre riassortiva il carrello degli snack. Arrossì subito. Con quello che gli era successo. E lei a pensare alla giacca.

Lo conosceva, in un certo senso. Come tutti gli habitué di quella tratta: era un po’ come guardarsi una serie a puntate. A ogni viaggio, lei sentiva anche le conversazioni più sussurrate. Cintura nera di labiale. Perché quando sei sordomuta, fa la differenza.

Era così che aveva saputo: l’incidente, la moglie, le figlie. «Non so se ne uscirà mai», avevano mormorato i colleghi.

“Un modo lo ha trovato”, pensò Giada. Certo però che non sembrava più nemmeno lui. Non lo sguardo, non i gesti. E poi, con chi diavolo stava? Quel tizio col Panama le dava i brividi.

Sistemò sul carrello la lista degli snack — quella che parlava al posto suo — e cominciò il giro. Ma li teneva d’occhio.

E li sentì: «Verrà colpito», «non saprete più nulla di me».

Vide poi la busta, le valigette identiche.

Capì. Mr Marrone stava vendendo l’anima al diavolo. Per seppellire chi era stato? Il padre, il marito? Chi può dirlo.

“Così no”, pensò Giada. Ma che poteva fare? Ci sarebbe voluto un miracolo.

“Peccato che non esistano”.

Tranne quando accadono.

All’improvviso, tutto si fermò. Corpi, mani, occhi. Come un fermo immagine.

“Ci dev’essere una spiegazione” si disse.

“Una logica. Tipo - chessò - un’onda che manda in stand-by i cervelli. E magari vien fuori che la fortunata sono io, che non mi funziona la coclea”.

Le si affacciò un’idea folle - le sue preferite.

Andò dritta da Panama. Provò a caricarselo sulle spalle: niente, troppo pesante. Lo trascinò giù dal treno. Lo sistemò nel campo lì davanti: semi sdraiato, cappello sugli occhi, spiga in bocca. Da cartolina.

Tornò da Marrone.

Clac.

Prima valigetta: carte su carte. “Segreti industriali? Bene, a questi ci penso io. Ho il sacco della spazza più grande di tutto il treno. E non ho paura di usarlo”.

Seconda: soldi. Tanti. “Li volevi? Tienteli. Ti do giusto un’idea”.

Girò la lista degli snack e ci scrisse - bello grande - “MoneyForGood.org. Gliela sistemò sulle gambe e uscì.

“Chi ha orecchie per intendere, intenda”, sorrise.