Dov'è casa?

· 340 parole · 2 minuti di lettura · millantastorie

Adele si fermò nell’androne del palazzo, davanti alla grande scala aperta. Aveva stentato a riconoscere la strada e le case vicine. Anche il portone del palazzo, che aveva appena varcato seguendo sua sorella, sembrava più angusto. Inspirò profondamente, ma non sentì né le fragranze del panificio vicino, né l’odore del caffè che dalle cucine serpeggiava sotto le porte.

La voce di sua sorella Imma la destò: «Adele, cosa aspetti a salire?»

«Il cortile è accussì silenzioso» rispose, ma avrebbe voluto dirle che si aspettava di sentire il vociare allegro in dialetto, le risate dei bambini che correvano sul selciato.

«Ormai qua ci stanno solo coppie giovani, di giorno faticano tutti» le spiegò Imma.

«Non conosco più nessuno» rifletté Adele seguendo la sorella su per le scale, che non erano più di scura pietra lavica, ma di candido marmo. «Non c’è più odore di creolina» osservò.

«Non siamo più nel Medioevo, niente topi da allontanare!» Imma la fece sentire sciocca, per cui tenne per sé ogni altra considerazione sul passato, ma cominciava a perdere entusiasmo per l’idea di tornare a vivere a Napoli.

La porta di casa era sempre la stessa, solo un po’ più sverniciata; anche l’arredamento era identico a come lo aveva lasciato, ma l’aria era ferma, stantia, senza l’odore di cera con cui sua madre lucidava i pavimenti. Aprì una credenza, cercando le stoviglie di un tempo, ma trovò solo polvere.

Si voltò verso la finestra che sua sorella aveva aperto: la luce filtrava con un’intensità diversa da come la ricordava, più cruda, meno calda. Chiuse gli occhi, cercando di evocare la voce del padre, i passi frettolosi di sua madre: solo silenzio.

Ansimò, come se quel vuoto la soffocasse. Allora pensò alla casa da cui era fuggita dopo la morte del marito, intrisa di ricordi e di affetti, si sentì mancare e si appoggiò al tavolo.

«Adele, che hai? Non stai bene?»

«Non ce la faccio, Imma, a tornare qua, dopo tanti anni. Le mie radici sono a Milano ormai e sono troppo vecchia per trapiantarle ancora.»