Tum, tum, tum. I passetti di corsa rimbombano sul pavimento in legno e terminano in un tuffo a peso morto sul materasso. Le urla si mescolano alle risate.
«Mamma, Matteo mi ha tirato i capelli!»
«Mamma tilato capelli!» si sente di rimando.
«Forza, scegliete un libro da leggere prima della nanna.» Una donna sulla trentina si affaccia alla porta della camera da letto. Indossa un paio di pantaloni eleganti e una camicia color vinaccia.
«Le storie delle fate!» esclama Beatrice.
«Il bluco!» grida l’altro.
La mamma fa qualche passo e si sistema tra i due materassi appoggiati a terra. Raccoglie un paio di libri e li avvicina. «Li leggiamo tutti e due, prima uno e poi l’altro, va bene?»
Un coro di proteste si solleva da entrambi i lati.
«Non mi piace il bruco, è da piccoli!»
«Non voglio le fate!»
Matteo supera di slancio il confine naturale rappresentato dalla mamma e inizia a calare manate sparse, subito restituite dall’avversaria.
«Fermi, non si picchia!» la mamma li separa, non senza ricevere fendenti a sua volta. Dopo qualche trattativa li convince ad accoccolarsi una da un lato e uno dall’altro, li stringe con entrambe le braccia e schiocca un bacio su ognuna di quelle testoline bionde. Con un sospiro, inizia a raccontare la storia di Babbo Natale che distribuisce i regali, anche se è maggio.
Un braccino si allunga oltre la linea dell’ombelico, naturale spartiacque del corpo della mamma.
«La mamma è mia!»
«No, è mia!»
Parte un morso e qualche graffio, seguiti da un’esplosione di strilli. Nel mezzo della baruffa tuona una voce roca come un vecchio motore Guzzi. «Cosa succede qui?»
«Papà!» I bambini gli corrono incontro. Lui appoggia la giacca con la freccia a forma di sorriso su una sedia, li prende entrambi in braccio e li riporta a letto, sdraiandosi dal lato di Beatrice.
«Allora, volete sapere quali regali ho consegnato oggi?»
«Sì!» rispondono in coro.
Mentre il due cilindri borbotta, tre paia di occhi si chiudono piano.