Non era un giorno qualsiasi a Nullarbor Plain. Era giovedì, il giorno in cui il Tea & Sugar train arrivava nel minuscolo insediamento di Loongana, nel cuore dell’Australia meridionale.
Seduta sopra un vecchio tronco nel portico di casa, Sky fissava l’orizzonte sforzandosi di mettere a fuoco il paesaggio. Davanti a lei, un mare di terra senza colline, né alberi. Solo un deserto color ocra, spaccato in due dai binari della ferrovia, dritti come la lama di un coltello.
Nonna Elsie, lì di fianco, lavorava ai ferri, intrecciando fili di lana e vecchie storie.
«Nonna, quanto manca?» chiese Sky interrompendo il suo racconto.
L’anziana posò i ferri sulle gambe e guardò l’orologio: «Ci siamo quasi. Il treno sarà qui a momenti».
Sky sbuffò e strinse le ginocchia al petto, stropicciando le pieghe dell’abito a fiori che indossava nei giorni di festa.
Erano passati parecchi mesi da quando il medico della Royal Flying Doctors le aveva prescritto degli occhiali e, per Sky, quell’attesa sembrava non finire mai.
«Pensi che arriverà oggi il mio pacchetto?»
Elsie annuì. La ruga in mezzo alla fronte sembrò diventare più profonda. Si alzò e si chinò verso la bambina, sfiorandole i capelli neri e ricci.
Sky avvolse la nonna in un abbraccio. Le sue pupille dilatate cercarono il suo volto. Anche se un po’ sfocato, le ricordava tanto quello di sua madre.
Un fischio le fece sobbalzare entrambe. Il Tea & Sugar train stava arrivando.
La bambina cacciò un urlo. Prese la nonna per mano e la trascinò verso la stazione.
Il treno si fermò con un sibilo accanto a una pensilina e un uomo anziano in divisa scese dal vagone centrale. Era Alf, il postino.
Cercò Sky con lo sguardo e le porse un pacchetto con un nastrino blu.
La bambina lo strinse al petto e poi lo aprì. Sfilò con cura gli occhiali e li poggiò sul naso.
Intorno a lei tutto cominciò a girare come su una giostra. Cercò il braccio della nonna come appiglio.
Poi, piano piano, ogni cosa divenne più nitida: le rughe sul volto di Elsie, gli occhi azzurri di Alf, le roselline ricamate sul suo vestito.
Si guardò intorno. La pianura di Nullarbor non era cambiata, ma ora lei la vedeva in tutta la sua desolata bellezza, fino all’orizzonte e oltre.
I suoi occhi si assottigliarono in due falci di luna e un sorriso le si disegnò sul volto.
Tra le dita, leggero, il nastrino blu le scivolò via catturato dal vento.