Insonnia

· 294 parole · 2 minuti di lettura · pancake

Maledetto jet lag. Sono le 4 di mattina e non ho sonno, così mi sono acciambellata sulla poltrona vicino alla finestra, a guardare fuori. Credevo che la città fosse ancora completamente addormentata, ma qualche minuto fa si è accesa una luce nell’appartamento all’angolo del grattacielo di fronte, due piani sotto il mio.

Nella porzione illuminata si è appena materializzata una persona. Mi sembra una ragazza, ma da qui non distinguo bene, gli edifici sono lontani. Per quel che posso vedere, comunque, non sta facendo nulla, è lì immobile. Sarei curiosa di sapere come mai è sveglia, magari è per lo stesso motivo mio. Oppure ha dei pensieri che non la lasciano riposare. Forse le farebbe piacere vedere che non è sola.

Non ho acceso nessuna luce quando mi sono rassegnata ad alzarmi dal letto. Mi piace muovermi nella penombra, come i gatti, però adesso vorrei provare a farmi notare. Quindi, cerco l’interruttore e lo premo, cosa che i miei occhi all’inizio non gradiscono. Appena si sono abituati, mi riavvicino alla finestra. Credo che mi abbia visto, però continua a stare ferma. D’improvviso, si gira e scappa via. Mica l’ho spaventata io? Comunque sia, la mia vaga idea di farle compagnia è fallita, per cui vado a prendere il libro che ieri sera ho lasciato sul tavolino.

Torno alla poltrona e prima di mettermi a leggere butto un’occhiata alla finestra illuminata. Dall’altro lato del vetro si vede di nuovo una sagoma, solo che stavolta non sta fissando fuori, sembra indaffarata.

Sta attaccando qualcosa al vetro. Una serie di fogli. Mi sembra che formino una H. Una richiesta di aiuto? Me lo sentivo che qualcosa non andava! Se ora aggiunge una E chiamo la polizia!

Oh.

Ha terminato.

La parola che i fogli compongono è: “Hi”.