Koumpounofobia

· 341 parole · 2 minuti di lettura · sam

«Faccio strada.» disse Elia e introdusse Tea nel soggiorno. La aiutò a levarsi la giacca kimono e la appese accanto al suo blazer indiano. Sospirò di sollievo, niente bottoni! Tea si accomodò sull’enorme divano, accanto a un tavolino pieno di riviste di cinema.

«Vuoi qualcosa da bere? Non ho molto.» Trasse due bicchieri dal mobile bar, un sacchetto di patatine, le noccioline. «Ho del vino bianco in frigo, posso fare uno spritz.» disse, mostrando una bottiglia di Campari.

«Vada per lo spritz» disse Tea. Dalla cucina miagolò un gatto.

«Come si chiama il micio?»

«Nappi, bottone in finlandese.»

«Mitridatismo psicologico.»

«Brava.» disse lui, tornando coi bicchieri pieni.

Gli piaceva Tea. Le sorrise strizzando gli occhi da miope dietro le lenti spesse.

Lei si era sfilata le scarpe col tacco e si era accoccolata sul divano. Quel ragazzo timido, colto, la attirava.

«Domani di nuovo al cinema?»

«Certo» fece lui, «sono Vice. Quando leggi le recensioni firmate Vice, sono io.»

Gli occhiali ebbero un lampo divertito.

Lei si girò ridacchiando verso le noccioline, dandogli le spalle.

«Credevo fosse il tuo cognome.»

Lui posò una mano sulla cerniera del tubino nero, attese, poi la fece scorrere sulla spina dorsale.

Lei rise, si girò, gli sfilò con un gesto carezzevole gli occhiali e insinuò una mano sotto la T-shirt. Lui chiuse gli occhi, mentre le labbra di Tea si posavano sulle sue. Si baciarono a lungo poi, con un movimento sinuoso, la ragazza si alzò e si piazzò in mezzo alla stanza. Il tubino nero scivolò sui fianchi e Tea allargò le braccia con un sorriso sfolgorante mentre i suoi seni si protendevano verso di lui con la vistosa areola bruna dei capezzoli.

Gli occhi di Elio registrarono con orrore quei due cerchietti in pieno petto. Il cuore battè all’impazzata, la fronte si imperlò di sudore, un tremito agitò tutto il corpo e con un urlo Elio balzò dal divano correndo nel corridoio verso la camera della madre morta, mentre Tea, con gli occhi pieni di lacrime, si copriva i seni con le dita.