La slitta

· 369 parole · 2 minuti di lettura · lievitomadre

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La vecchia guardava fuori dalla finestra, quando la porta alle sue spalle si aprì di colpo.

«Signora Viendinotte,» disse l’elfo «abbiamo cercato in tutte le taverne. Non si trova.»

«È tardi, stanno caricando gli ultimi doni!» tuonò Befana.

“In questa casa devo fare tutto io!” pensò poi, sbuffando.

Scese nel piano inferiore: squadre di Elfi impacchettavano e caricavano un’infinità di regali dentro un sacco.

Di colpo si immobilizzarono, chiedendosi cosa ci facesse lei lì, il 24 dicembre.

«Babbo sarà steso da qualche parte dopo aver bevuto litri di quello scuro miscuglio gassoso. Non possiamo più attendere. Parto io!»

Gli elfi, agitati, annuirono e, in fretta, finirono di riempire il sacco.

Befana si accomodò sul sedile della slitta.

“Ohibò, com’è soffice!” pensò. “Che comodità!”

Urlò un «Oh!Oh!Oh!» e le renne partirono.

Rilassandosi nella poltrona XXL, avviò la sua playlist rock.

Si calò da comignoli e si assottigliò per passare sotto le porte, consegnando i doni.

Si rimpinzò di latte e biscotti lasciati per Babbo. Per lei solo calzini puzzolenti!

Arrivò a una delle ultime case e vide qualcosa di strano: nessuna luce, albero, né presepe. Entrò, nel salotto c’era un biglietto: “Tanto non esisti”.

Andò verso la camera dove trovò una bimba addormentata, stretta al suo peluche.

Con un dito ruvido la sfiorò. La bimba si svegliò e invece di urlare si mise a sedere stropicciandosi gli occhi.

«Ma tu non sei Babbo Natale! Sei una femmina!»

Befana annuì.

«Papà dice che noi femmine non sappiamo fare nulla. La mamma e io ce ne siamo andate. Dovremmo essere felici ora, vero?»

Le scese una lacrima, Befana la prese tra le dita e disse: «Come vedi, noi possiamo fare tutto, anche diventare Babbo Natale». E lanciando in aria la lacrima trasformò quella casa triste in una piena di gioia e aspettative.

La piccola scese dal letto e andò nel lettone della mamma, si accoccolò e riprese a dormire.

Sì, sarebbero state felici assieme.

Rientrata in casa, Befana trovò Natale steso sul divano, supino. Russava.

Lo svegliò di colpo e ruggì: «Da adesso in poi la slitta comoda la prendo io! E preparati, perché tra pochi giorni, il giro sulla scopa, al freddo, lo fai tu!»