Le radici che restano

· 337 parole · 2 minuti di lettura · ciliegia-bucata

«Tra quaranta metri, svoltare a destra.»

Mentre l’auto si inerpica per la salita dissestata, Dafne stringe tra i denti un bastoncino di liquirizia fin quasi a spezzarlo. Davvero un bel momento per smettere di fumare.

Per riconoscere la casa dei nonni non ha bisogno del navigatore.

Mentre si ferma sul piazzale di breccia, sullo specchietto retrovisore appare una faccia piccola e tonda come una mela, un pomo pallido e vizzo che matura all’istante quando incrocia il suo sguardo.

Dafne si sbatte la portiera alle spalle e chiude le sicure senza guardare. La macchina lancia un guaito elettronico che scuote il vecchietto appoggiato al cancello.

«Buongiorno, Alfonso», lo saluta Dafne con una formalità di cui si pente subito. Se lo ricordava più giovane, ma anche più alto. L’uomo aspira a lungo dalla sigaretta che tiene in bocca.

«Sei cresciuta», le dice con gli occhi puntati su qualcosa che forse non c’è.

«Siamo cresciuti tutti», risponde Dafne azzardando un sorriso. Ultimamente lo fa così di rado che sente la pelle tirare.

Alfonso si succhia gli incisivi con aria pensosa.

«Voi crescete. Noi invecchiamo», sentenzia mentre butta la cicca a terra e la pesta con gli stivali. «Non ti faccio perdere tempo: sta là.»

Dafne lo segue cercando di tenere gli occhi fissi a terra, come quando da piccola entrava con i cugini più grandi nella casa delle streghe: basta poco per imbrattarsi con un ricordo e portarlo indietro fino a casa.

Alfonso si ferma di fronte a un pioppo enorme. È l’unica cosa che agli occhi di Dafne non appare più misera di come la ricordasse.

«Le radici sono dappertutto. O lui, o la casa. Devi pensarci tu.»

Dafne pensa ai nonni, poi a suo zio Ezio. Alle caramelle al limone e alle sue mani enormi. Viscide. Sempre pronte a scivolare dove non avrebbero mai dovuto.

Alfonso le dà una piccola pacca sulla spalla prima di allontanarsi. Dafne resta lì, davanti all’albero. Mentre mastica la sua liquirizia pensa che certe radici, a pensarci bene, fanno meno danni di altre.