Livigno

· 344 parole · 2 minuti di lettura · kirmizi

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Babbo Natale uscì a carponi dal camino e depose un pacchetto sotto l’albero addobbato. Si accese una Camel azzurra e, solo allora, notò un uomo incatenato al letto. In mutande, con una museruola con le orecchie da dobermann.

Una donna in vestaglia si affacciò dalla porta: “Ti aspettavo più tardi, Natalino!”

“Ciao Irina, ne ho approfittato per delle consegne. Le renne sono in via Fontana, in pausa pranzo”

“Sempre golose dello zucchero senza accise di Livigno, vero? Lui è Ivo, ho barattato un mio trattamento decontratturante con un tatuaggio. Lo vuoi vedere?”

Babbo Natale spense la sigaretta e annuì, Irina sorrise e Ivo si irrigidì, forse imbarazzato.

Irina, in punta di piedi, inarcò la schiena come una ginnasta che saluta la giuria e sollevò la vestaglia. Babbo Natale notò, tra le fossette di Venere, un otto rovesciato e una scritta.

“Ti piace? Sono il simbolo dell’infinito e resilienza, in lingua sami”

Ivo mugugnò qualcosa.

Babbo Natale si accese un’altra Camel. Il sami era la sua lingua.

“Chi è lui?”

Irina sbarrò gli occhi, frugò nella borsetta sul comodino e gli porse il biglietto da visita del tatuatore.

“Venticinque anni fa mi mandò una lettera per la Playstation 2. Promise di fare il bravo per sempre ma al posto di scrivere resilienza ti ha scritto prezzemolo!”, disse Babbo Natale.

Ivo deglutì e si rannicchiò come un ghiro in letargo, Irina si morsicò un’unghia.

Babbo Natale le porse il regalo: “Aprilo. La bambina brava sei tu”.

Quel tu fece rabbrividire Ivo.

Irina scartò il pacchetto; al suo interno una cintura in pelle di serpente.

La ragazza la fece roteare sopra la testa e il sibilo, come un fulmine, anticipò l’urlo strozzato di Ivo. La fibbia, anche senza inchiostro, lasciò un segno sulla spalla dell’uomo.

Irina e Babbo Natale brindarono con un sorso di taneda. Ivo, da quel giorno, è incatenato a Rovaniemi, con i piedi nella neve in morbide calze cucite dagli elfi, a mettere fiocchetti sui regali per i bambini (e i grandi) che sono stati bravi durante l’anno.