Sono stata per innumerevoli notti la sola luce a rischiarare un angolo di grattacielo abbandonato.
Il bagliore accecante che ha seguito la grande esplosione ha spazzato via, a poco a poco, ogni forma di vita.
Notte dopo notte ho visto l’ombra avanzare: l’alba spegneva come sempre ogni punto luminoso, ma il crepuscolo ne riaccendeva ogni volta meno. Ho visto smorzarsi ogni chiarore in attesa di essere il prossimo e invece io c’ero ancora e ancora.
Nessuno da illuminare ormai, ma il mio automatismo tenacemente ogni sera mi riaccendeva. Unica lampada dimenticata ad affrontare il buio, ho trascorso infinite notti di solitudine cercando di animare il passato, ogni mio raggio teso a penetrare in crepe e fessure, rivelando oggetti abbandonati. La mia luce ha accarezzato sedie rovesciate, letti disfatti, libri lasciati aperti, ha danzato con la polvere che saturava l’aria e io, sola, non potevo che soffrire per il senso di meraviglia e nostalgia che la bellezza di ciò che è rimasto evocava.
Questo fino a qualche ora fa, quando al tramonto, quindici piani più in alto, si è accesa un’altra luce!
È lontana, il suo raggio da qui è solo un puntino dorato all’angolo opposto del palazzo, ma c’è: sento la sua radiazione unirsi alla mia e in me è riapparsa la voglia di rubare spazio al buio. Insieme.
Qualcuno è tornato ad abitare questo luogo dimesso? Notti fa mi è sembrato di illuminare il volo veloce di un uccello, credevo di averlo immaginato, ma forse quest’aria densa è di nuovo respirabile, la vita sta tornando!
L’ energia vibrante della nuova luce fa risuonare in tutto il grattacielo eco di ricordi dormienti e mi eccita pensare che altre forze si aggiungeranno alle nostre per combattere l’oscurità. Ero sola, ma ora siamo in due e domani magari saremo in tre e poi in quattro e riconquisteremo la notte. Risate ed emozioni abiteranno ancora i corridoi, colori e riflessi rinasceranno dall’oblio e la vita si riaccenderà in questi spazi intrisi di memoria e bellezza.