Merletto e unicorno

· 326 parole · 2 minuti di lettura · lievitomadre

Seduta su una vecchia sedia in legno, i cui scricchiolii col tempo erano diventati silenzio, Egle guardava da un luogo lontano una finestra del ventunesimo piano.

Muoveva ritmicamente i fuselli del tombolo con le dita artritiche, attendendo l’istante che l’avrebbe illuminata: un rettangolo di luce nel buio.

Cora represse uno sbadiglio e premette l’interruttore della luce. Socchiuse gli occhi abbagliata, e aprì il frigo.

Sorrise pregustando lo stupore del momento in cui, tagliando una fetta, avrebbe rivelato gli strati arcobaleno del pan di spagna.

Sfiorò la torta, la crema liscia le accendeva il desiderio di leccarsi il dito.

Afferrò il vassoio e richiuse il frigo con il gomito.

Con il piede spostò l’unica sedia in legno, posta a capotavola rispetto alle altre quattro in plastica colorata, e poggiò la torta sul tavolo.

Percepiva sulla nuca la presenza di lei, il ticchettio dei fuselli che si muovevano svelti, mentre osservava la nipote intenta a replicare una sua ricetta.

Cora ricordò la mano ruvida che la guidava piano, la sua manina che stringeva troppo forte o troppo poco, i rimproveri scherzosi, l’aroma di limone, le risate.

Con abili movimenti, stese col mattarello la pasta di zucchero con cui ricoprì l’intero cilindro.

Accarezzò sovrappensiero la sedia e aprì nuovamente il frigo che custodiva sei sac à poche di crema variopinta.

Le ripose sul tavolo accanto ad un corno in pasta di zucchero e due lunghe ciglia.

Inclinando la testa di lato, lasciò i ricordi guidarle la mano: “Con la sinistra tieni la sac à poche in alto, esatto, ben chiusa. Con la destra invece la bocchetta tra le dita e con un movimento circolare, brava, così, spremi”.

Mise il corno al centro, decorò la criniera con ciuffi colorati di crema e adagiò le ciglia.

Sfiorò sorridendo una stella dorata sul lato della torta e disse piano “Ciao nonna”.

Nel suo luogo diafano, nonna Egle smise di ricamare, poi, col dito, accarezzò il contorno di un unicorno in pizzo, orgogliosa.