Finalmente si parte!
Il treno è carico di merci e pacchi; la gente nei piccoli villaggi lungo il tragitto sarà impaziente di riceverli. Il viaggio è lungo e difficile, ma il macchinista è pronto e si concentra sul suo lavoro. Fuori dai finestrini, un ambiente desertico, neanche un albero in vista.
Il treno avanza spedito, finché all’orizzonte non appare un gruppo di edifici: ecco la prima stazione. Il macchinista vede le persone in banchina che salutano, felici che la loro attesa sia finita. Il treno rallenta, poi si ferma. Vengono scaricate le cose da consegnare, e se ne caricano altre che dovranno essere portate alle stazioni successive.
Si riparte: ciuf-ciuf!
Il paesaggio sembra sempre lo stesso. Nulla tutt’intorno, a eccezione dei binari che si estendono davanti alla locomotiva.
Ma all’improvviso, uno scossone.
Succede tutto velocemente. Il macchinista perde l’equilibrio. “Che succede?”, pensa. Poi si sente mancare il pavimento sotto i piedi. “Cadiamo?! La terra ci vuole inghiottire? Aiuto…”
Tonf.
Il trenino vola dal tavolino per atterrare sul corridoio centrale del vagone. In quel momento passa un signore che, correndo a gambe larghe, lo evita per un pelo.
«Andrea, fai attenzione!»
«Scusa, zia…» risponde il bambino, e si alza per raccogliere il giocattolo che gli è scappato di mano. È la riproduzione del Tea & Sugar train che la zia gli ha portato dal viaggio in Australia.
«Su, dallo a me che lo metto in borsa. La prossima fermata è la nostra.»
La donna allunga la mano col palmo verso l’alto, sovrappensiero. Quello 007 dei poveri che è passato durante il tragitto non l’ha minimamente notata. Merito del nanerottolo che ha al seguito, pensa sorridendo.
«Peccato che papà non viene a salutare la mamma.»
«Ha avuto un contrattempo, ti riaccompagnerà la prossima volta.»
Già, un vero peccato. Fortuna che lei fosse nei paraggi, pronta a prendersi cura del nipotino al posto del fratello. Bisogna saper cogliere occasioni come questa, quando sei la Dama.