Non sono più solo

· 334 parole · 2 minuti di lettura · zote

Quando l’ultimo uomo sulla Terra vide accendersi una luce sulla facciata del grattacielo di fronte, pensò gli stesse venendo un colpo o, per lo meno, a uno scherzo della sua mente ormai sull’orlo della pazzia.

Sei mesi prima, infatti, tutti gli esseri viventi sulla terra erano scomparsi di colpo, come se Dio avesse deciso di sbaraccare la Terra come un esperimento fallito. Per qualche inspiegabile motivo, però, si era dimenticato di lui. Si sentiva un’anomalia, un errore residuo che nessuno aveva avuto il tempo o la voglia di correggere.

Ma ora non più. Poteva vedere chiaramente un’ombra aggirarsi nella luce lattea di quella stanza lontana. Sorrise al pensiero di vedere finalmente una faccia non sua.

Non sono più solo, pensò.

Doveva farsi notare, e in fretta. Provò ad aprire la finestra, ma non trovò la maniglia. Si alzò e incespicò nel tappeto. Afferrò uno degli sgabelli e lo sbatté sul vetro, una, due, tre volte finché non andò in frantumi. Poi prese la torcia e, puntandola verso la luce di fronte, lampeggiò per attirare l’attenzione.

“Ehi! Sono qui!” gridò. “Sono qui!” urlò ancora. La terza volta, però, la frase gli si strozzò in gola.

Si nascose sotto il davanzale, spense la torcia e la lasciò cadere come scottasse. Nonostante l’aria fredda della notte che entrava dal vetro fracassato, la sua fronte era imperlata di sudore.

Per mesi non aveva visto nemmeno una formica e ora invece c’era… qualcosa. E se la causa della scomparsa di tutto si fosse ricordata di avere ancora quella anomalia da correggere? E se l’ombra nella finestra di fronte cercasse proprio lui?

Deglutì.

Non sono più solo, pensò.

Si affacciò di nuovo. La luce era spenta e il grattacielo di fronte era tornato a essere uno dei tanti involucri vuoti della città. Per un attimo ne fu sollevato, ma la sensazione durò il tempo di voltarsi verso il buio della sua stanza: da ora in poi quella cosa poteva nascondersi ovunque.

La solitudine, dopotutto, non era il peggior destino possibile.