Odio gli autogrill

· 357 parole · 2 minuti di lettura · millantastorie

Non amo i lunghi viaggi in auto, soprattutto perché è necessario fermarsi in autogrill.

Luoghi dove la sfiga mi perseguita e dove viene fuori il Furio che c’è in mio marito, a cominciare dal parcheggio che deve essere “a vista” perché in autogrill è risaputo che “aprono le macchine”.

Nell’ultimo viaggio, ad esempio, mentre Furio cerca disperatamente il posto auto ideale, vedo arrivare un pullman pieno: mi scaravento fuori dalla macchina e corro a perdifiato verso l’entrata per anticipare le centinaia di donne che il pullman avrebbe vomitato. Mentre mi affretto a percorrere il labirinto di salami e provoloni le vedo però entrare dalla porta sul retro e subito precipitarsi in bagno: beffata!

Durante la fila chilometrica almeno ho tempo per riflettere: “Nella fretta non ho preso la borsa, ma almeno non dovrò appenderla al gancio, che non c’è mai. Però non avrò i fazzoletti: dovrò assicurarmi che nel bagno ci sia la carta. È estate, non ho neanche giacche ingombranti, sarà facile e veloce, speriamo non sia troppo sporco e che non ci sia la griglia che puzza…”

Intanto una signora anziana la si fa passare, poi una bambina che non ce la fa più e la fila comincia a sembrare un ballo di gruppo, con tutte noi che ballonzoliamo a gambe strette.

Quando tocca a me, mi fiondo nel primo gabinetto libero senza controllare la carta, che pare non esserci, allora mi abbasso a vedere se ne è rimasto qualche strappo e tutti i miei equilibrismi per rendere la sosta più igienica possibile vanno in fumo: mi cadono dalla testa gli occhiali da sole.

Uscendo mi accorgo di aver pestato una gomma da masticare, di quelle sciolte sotto il sole. Mentre cerco di staccarla dal sandalo un ragazzo con una borsa mi travolge e cado.

Mentre usciamo finalmente dall’area di sosta, marito mi spiega che il ragazzo gli ha venduto un pacco di calzini:

«Ha detto che mi ha controllato l’auto»

«Era vicino alla tua macchina?»

«Sì era con un altro»

L’ ingegnere si illumina: «Era uno di quelli che aprono le auto!»

E si ferma all’autogrill successivo a controllare.

No!

Io odio gli autogrill!