Scarica questo racconto in formato Cartolina!
Quasi mezzanotte. Sul lago si rifletteva la luna piena.
Un’alta figura guardava fuori dalla grande vetrata. Notò un movimento furtivo nel buio. Capì che l’attesa era finita.
Si volse verso il salone. Il movimento fu accompagnato dal tintinnio di piccole campane. Il lungo mantello nero che indossava ne era ricoperto, insieme a tante stelline argentate. Sua figlia Carmilla, nonostante la giovane età, era stata bravissima ad attaccarle. Ne era orgoglioso. Ma il Conte Dracula non poteva ammetterlo, non poteva mostrarsi contento abbigliato come un albero di Natale.
Davanti al camino, la Banshee intratteneva i piccoli con il gioco dei mimi. In cucina, la Strega Cattiva sfornava torte di mele.
Si sentì un tonfo, seguito da sorde imprecazioni. Nella grande bocca del camino caddero alcuni mattoni, seguiti da un corpo, avvolto in una nube di fuliggine.
Il vestito era rosso, portava una sacca con i doni. Ma sotto al cappello spuntava il lungo muso del Licantropo, assurdamente decorato con una barba fatta di bambagia.
«Buuuuuuuon Natale» ululò. E tra le urla e i salti di gioia dei piccoli, iniziò a distribuire i regali.
Il Conte Dracula lo fissava perplesso. Quando tutti i piccoli ebbero ricevuto i doni e la situazione si fece più tranquilla, lo avvicinò «Ma cosa fai tu qui? Non toccava a te travestirti, quest’anno»
«L’Uomo Invisibile è sparito e Mister Hyde non entrava nel costume» rispose acido il Lupo. «ma l’anno prossimo tocca a te! Dopotutto, sai anche volare…»
«E la slitta con la renna? Non dovrebbe essere in giardino?» I Licantropi non possono arrossire, ma l’imbarazzo era chiaro. Il Lupo fissava terra, strusciando i piedi. «Beh, sai, si era fatto tardi, avevo bisogno di uno spuntino».