Racconto d'Inverno

· 361 parole · 2 minuti di lettura · frank-stria

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Il cavaliere affondava gli stivali nella neve che, dopo essere scesa copiosa, stava ghiacciando.

Il mantello era pesante, carico di acqua. Avanzava lento senza il cavallo, lasciato indietro.

La sera sarebbe scesa presto e gli serviva un riparo.

Attraverso le nuvole di vapore che si formavano davanti al suo viso, intravide, alla fine di un piccolo bosco, una casupola. Un filo di fumo si alzava dal comignolo. Era salvo.

«Entrate, siete il benvenuto, straniero», disse un vecchio seduto accanto al focolare, addobbato con ghirlande di vischio. Aveva la barba bianca e gli abiti logori.

Nella casa c’era profumo di cibo e il tepore riscaldò le guance del cavaliere, che ringraziò, facendo un passo nella stanza.

Vide, accanto a un tavolo, una ragazza che stava versando della zuppa. Era pallida e aveva i capelli e gli occhi neri come una notte senza luna. Gli sorrise e gli fece cenno di accomodarsi.

«Scaldatevi accanto al fuoco», disse il vecchio mentre la ragazza affettava del pane. «Giorni impervi per mettersi in cammino. Sedete e raccontate la vostra storia», incalzò mentre intagliava un piccolo cavallo di legno.

Il cavaliere si tolse il mantello fradicio e si accomodò.

«Sono diretto alla Rocca. Ho una lettera che il Re deve avere per il giorno di Natale, potrebbe scongiurare una guerra.»

La giovane portò loro le ciotole con pane e zuppa, senza dire una parola, poi si sedette e ascoltò il cavaliere.

Rinfrancato dal cibo, lui raccontò di battaglie, viaggi in luoghi remoti e della Cerca di una coppa sacra.

Quando finì guardò il vecchio che si era addormentato. La giovane si alzò, e tese la mano al cavaliere.

«Hai avuto una vita avventurosa, è giunto il tempo del riposo, le pene di chi resta non sono più un tuo pensiero», gli disse.

Il cavaliere allora comprese, e le strinse le dita pallide. Prima di uscire si voltò verso il vecchio che dormiva.

«E lui non viene?»

«Oh, lui è un vecchio eremita che abita nella montagna», disse lei aspettandolo oltre la soglia. «Certi giorni dell’anno la solitudine è più dura di altri. Tanto che persino la Morte può essere di compagnia.»