Le radici del banyan

· 329 parole · 2 minuti di lettura · lilla

Seduta su una panchina dei Botanical Gardens, Emma fissava i raggi del sole che filtravano tra le foglie. Il caldo di quel pomeriggio le impediva di concentrarsi sul libro che teneva aperto sulle ginocchia.

La ragazza portò le mani al ventre ripensando a quel battito di ali di farfalla che non c’era più. Le venne in mente il suo bambino e una lacrima le scivolò sulla pagina del libro mescolandosi alle parole.

«È incredibile, vero?» disse una voce maschile come sbucata dal nulla.

Emma alzò lo sguardo e si asciugò gli occhi. Un ragazzo dai capelli spettinati la stava osservando.

«Questo banyan è straordinario» disse il giovane indicando l’albero accanto alla panchina. «Vengo a fotografarlo ogni giorno, verso sera».

«Banyan?» ripeté Emma. «Non sapevo si chiamasse così».

«È un albero unico» spiegò il ragazzo. «Le sue radici sono multiple. Alcune sono dritte, altre ricurve, altre s’intrecciano fra loro fluttuando nell’aria. Somigliano un po’ alle nostre vite. Ognuna segue il suo corso senza sapere dove porterà».

Quelle parole colsero Emma di sorpresa. Chiuse il libro e corrugò la fronte. Una luce le illuminò lo sguardo.

«Venire qui mi dà tanta pace» aggiunse il ragazzo anticipando i suoi pensieri.

Emma annuì con un sospiro.

«Hai mai pensato di abbracciare un albero?» chiese il ragazzo all’improvviso.

Emma lo guardò stupita.

«No, mai» rispose con una punta di scetticismo.

«Che ne dici di provarci ora, insieme?»

Si fecero strada fra le radici aeree e avvolsero il banyan in un abbraccio.

Rimasero lì in silenzio, le mani sulla corteccia rugosa, sentendo la forza dell’albero pulsare sotto le dita. Emma cercò di raccogliere i pensieri, come pezzi sparsi di un puzzle. Un sorriso le affiorò sulle labbra, mentre il dolore si scioglieva nel petto, lasciando spazio a un nuovo inizio.

«Scusami, dimenticavo! Sono Luke» disse il ragazzo interrompendo i suoi pensieri.

«Mi occupo di bagni forestali, un’antica pratica giapponese. E tu, come ti chiami?»

«Emma. Il mio nome è Emma. Felice di averti conosciuto, Luke!»