Qualche minuto dopo la partenza, Leo controlla dal vetro che tutti abbiano preso posto, si sistema il mantello e irrompe nella carrozza:
«Buondì siori e siore, è arrivato il controllore. Biglietto, per favore!» declama a gran voce e si esibisce in un profondo inchino.
Chi se lo trova di fronte mormora stupito. Qualcuno sussurra al compagno di viaggio, altri borbottano infastiditi. Quelli di spalle voltano la testa, in un domino di occhi spalancati e ciglia alzate.
Lui sfodera una lente di ingrandimento luminosa e si ferma da madre e figlio: sa che i bimbi sono sempre affascinati dai personaggi pittoreschi.
«Sei un mago? Che bella! » chiede infatti il piccolo, indicando la lente alla mamma.
«Vuoi guardar nella mia magica lente? Illumina il mondo con un incantesimo potente.»
L’avvicina agli occhi del piccolo che fa “ohhh” entusiasta. La donna, mentre presenta il biglietto, sussurra un grazie al controllore.
Lui fa “ciao” con la mano al piccino poi si volge verso due ragazze coi libri sulle ginocchia, già pronte a esibirgli l’abbonamento sul telefono.
«Mille grazie, signorina. Che si studia? Medicina?» chiede, controllando il primo.
La ragazza annuisce titubante. L’altra è meno timida: «Sì, abbiamo l’esame di fisiologia!»
«Anche l’esame di sfrizziologia in un baleno sfrizzerà via.»
Più in là, un’anziana lo aspetta: «Ma che bel ragazzo! E che divisa rosso Valentino!»
«Signora cara.» risponde, inchinandosi a mani giunte. «La sua gentilezza è merce rara.»
Prosegue nei controlli e, di spalle, raggomitolata, con gli occhi fissi sul finestrino, riconosce la signora con la sciarpa bianca. Nota dispiaciuto che oggi è triste. Lei gli allunga il biglietto, tenendo gli occhi bassi. Non osa dirle nulla ma, insieme al biglietto, le restituisce anche un origami a forma di fiore. Ne ha sempre qualcuno in tasca.
Si avvicina poi a un uomo in cravatta, che, sgarbato, gli mostra lo schermo del computer con la sua prenotazione e gli mugugna:
«Siamo al circo? Quel costume, le rime, non si vergogna?»
«Nossignore, io coltivo buonumore. Le mie rime provo a seminare, per far staccare gli occhi dal cellulare. Se oggi anche solo uno ha sorriso, mi son guadagnato il paradiso!»