Rockman vs Voltaren

· 321 parole · 2 minuti di lettura · lo-zioso

Sono indeciso se farmi un’iniezione di Voltaren o usare uno di quei cerottoni antinfiammatori. Essere un supereroe a quarantanove anni comporta scelte importanti.

Colpa della supervelocità, o Turbospeed, come la chiamano i miei fans (tra l’altro fans sarebbe anche l’acronimo di farmaci antiinfiammatori non steroidei, che simpatica coincidenza).

A vent’anni, dopo aver usato la Turbospeed e salvato qualcuno, mi godevo gli applausi e le eventuali ammiratrici ammaliate dalle mie gesta. Adesso muovere i muscoli, da zero a cento, senza riscaldamento, a una velocità non convenzionale, lascia sempre qualche strascico.

E mentre, riflettendo sul farmaco più adatto, aspetto il mio nuovo nemico per l’ennesimo scontro che farà impazzire i media e la gente, penso che vorrei fare una partita a padel. Magari senza questo dolore alla schiena.

Un colpo di vento improvviso. No, è Elektro che arriva con il suo jet pack.

«Questa volta non ce la farai, Rockman, le mie nuove armi sono state progettate per eludere tutti i tuoi superpoteri. E i droni che le utilizzano, da me progettati e stampati in 3D, sono veloci e resistenti grazie a un materiale che non ha rivali come il nylon caricato carbonio. Ed è per questo che tu oggi morirai e io…»

Boom. Zzap. Deng.

«Che cazzo stai dicendo, Elektro? Non ho capito una parola. Ma mi pare che i tuoi droni siano già da rottamare dopo aver sperimentato il mio laser oculare.»

Detto questo, in un secondo mi sposto alle sue spalle per prenderlo a calci nel culo.

Applausi pochi e anche abbastanza mosci. Il pubblico che si era radunato sotto di noi in strada si aspettava qualcosa di meglio. Hanno visto troppo poco e i video che condivideranno in chat non avranno successo.

E intanto il calcio in culo supersonico ha risvegliato nuovi dolori muscolari, e adesso non vedo l’ora di tornare a casa, togliere questa maschera da idiota, farmi un gin tonic e buttarmi sul divano a vedere Bridgerton.