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Martino ha deciso di spingersi più lontano oggi, durante la sua passeggiata mattutina.
Nell’uscire di casa, resta abbagliato dal sole, che splende intiepidendo l’aria di dicembre. Strizzando gli occhi, si incammina a passo lento. È da tanto che non va a trovare la famiglia Rossi, pensa, e prosegue lungo la strada chiedendosi se li troverà in casa. Passa davanti al loro appartamento e vede Tommy che si gode il sole su una sedia nel giardinetto. Lo chiama; lui apre gli occhi, poi lo invita a entrare, felice di avere l’amico lì dopo tanto tempo. Dalla casa proviene un odorino invitante, dolce: la signora Rossi avrà cominciato a preparare leccornie per il pranzo di Natale.
Attraversato il giardino, Martino sale i gradini che portano al balcone su cui si apre la cucina. Si affaccia all’interno: sul tavolo ci sono alcune ciotole, un barattolo di miele e uno di zucchero, più varie scatoline di plastica trasparente contenenti confettini multicolore o argentati e canditi. Saranno in preparazione gli struffoli, sicuramente.
La signora è dall’altro lato della stanza, davanti ai fornelli. Gli dà le spalle, con lo sfrigolio della frittura non si è accorta del suo arrivo. Dopotutto, lui sa muoversi con passo felpato e coglie spesso la gente di sorpresa.
Martino resta sulla porta, chiudendo un attimo gli occhi e beandosi dell’atmosfera accogliente che si respira lì.
Poi sente un plop, accompagnato da invettive della signora.
Apre gli occhi proprio mentre un proiettile rivestito di olio bollente gli atterra sulla coda. È sotto attacco! Si salvi chi può! E fugge via con un sonoro meeeooow.
Nell’udire il verso, la signora Rossi finalmente si gira verso il balcone. Dopo un attimo di perplessità, si rivolge al marito: «Franco, dobbiamo mettere una rete più fitta: il gatto dei vicini era di nuovo qui!»