Un tonfo. Erano le 8:30 di un mattino che sembrava tranquillo. L’OSS Juan stava piegando la biancheria, quando vide un lampo rosso oltre il finestrone del salone.
La ciotola del latte sul tavolo tintinnò. Cat Woman smise di bere e alzò gli occhi curiosa.
Sul prato, avvolto nel plaid rosso della RSA, il signor Kent agitava un braccio.
Juan lasciò la biancheria sul carrellino e corse fuori. Dietro la vetrata gli ospiti e gli operatori si erano già radunati.
«Chi è caduto?» chiese il signor Wayne.
Wonder Woman si alzò dalla poltrona trascinandosi dietro il lazo dorato legato al deambulatore.
«Il signor Kent», rispose, sbirciando dalla finestra.
L’OSS Juan entrò a prendere la carrozzina. Wayne lo fissò con aria sospettosa.
«Interessante.»
«Cosa?»
«Che tu fossi proprio lì.»
Juan sospirò.
«Signor Wayne, ero qui in salone con voi. E quante volte devo dirle che non sono Joker?»
«È esattamente quello che direbbe Joker.»
Sul ramo più basso del ciliegio, il gatto Jerry miagolava.
«Voleva salvarlo», spiegò Juan alla dottoressa, inginocchiata accanto a Kent che cercava di rialzarsi.
«Signor Kent, stia fermo. Devo visitarla. Comunque i gatti sanno scendere dagli alberi. E lei, come sempre, non si è fatto nulla», commentò la donna mentre gli controllava i parametri.
Un anziano in pigiama rosso con un fulmine sul petto gridò dal corridoio:
«Che succede?» Avanzava lentissimo con il deambulatore. Dopo un po’ raggiunse la porta del salone.
«Superman è caduto», rispose Robin.
«Quando?»
«Venti minuti fa.»
«Accidenti, mi sono perso tutto.»
Nel frattempo Jerry scese finalmente dall’albero e attraversò il prato con la coda alta.
Il signor Kent lo guardò e si rilassò.
«Missione compiuta!»
«Come hai fatto a cadere?» chiese Flash quando lo vide rientrare insieme a Juan.
Kent si fece serio. Rifletté qualche secondo, poi dichiarò:
«Tutta colpa della kriptonite. Qualcuno me l’ha messa nella tasca del pigiama.»
Wayne annuì cupo e fissò Juan.
«Gliel’ha messa Joker.»
«Ancora?» sbuffò Juan.
«Ti tengo d’occhio», disse Wayne, avvicinando indice e medio ai suoi occhi.
Juan lasciò il signor Kent sulla poltrona davanti alla televisione e tornò a piegare la biancheria. Dietro di lui Cat Woman mormorò: «Povero Joker. Alla fine è sempre colpa sua».