Una Strana Famiglia

· 331 parole · 2 minuti di lettura · jb-fleming

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«Fratello Gufo deve arrivare per Natale», affermò Nonna Scoiattolo sbattendo il mattarello sul tavolo. «Non sarebbe Natale se non ci fossimo tutti.»

I nipotini borbottarono. Aspettare che anche i parenti lontani arrivassero avrebbe tardato, e di molto, l’inizio del pranzo. Il piccolo Toby il Pettirosso zampettò via verso il foro che faceva da porta alla Quercia-tana. «Vado a cercare uno spuntino», disse, e spiccò il volo, prima che i suoi fratelli roditori lo seguissero.

«Così non va», disse Mamma Lepre scuotendo il capo, «se ve ne andate tutti non mangeremo mai.» Papà Tartaruga si affrettò a consolarla. Sulle lente zampe raggiunse la moglie e con il muso le diede qualche affettuosa carezza. Fuori la neve aveva iniziato a cadere, e un sottile filo di fumo usciva dal camino. L’interno della tana era caldo. Il profumo della crostata di more era così invitante che Jimmy l’Arvicola, il minore dei nipoti, a stento resistette dal rubarne una fetta.

«Sì, ma chi manca ancora?», sbraitò la nonna. Fu di nuovo il padre a riportare l’armonia.

«Manca mio fratello, ma lui arriva sempre tardi. Porterà un’amica, ha detto. Poi c’è Toby, che tornerà tra poco. E siamo tutti. Vedrai che cominceremo presto.»

Intanto il vento fuori soffiava. Il sole dietro le nubi aveva ormai compiuto il suo viaggio e ancora gli invitati mancavano all’appello. Stavano quasi per perdere la speranza, quando il pettirosso fradicio si accasciò al centro della tana, creando una piccola pozzanghera.

«Li ho visti! Fratello Gufo sta arrivando. Con lui c’è la fata delle nevi.»

Quell’annunciò mandò in agitazione sia la madre che la nonna.

«La nostra tana è troppo piccola per lei,» cominciò una. «E troppo rustica,» proseguì l’altra. Ma era tardi. L’inconfondibile becco del ritardatario fece capolino, e dietro di lui apparve una cinciallegra candida e minuta.

«Sarebbe lei la fata delle nevi?», bisbigliò Jimmy. La nonna per poco non lo colpì con il mattarello.

«Allora?» disse l’ultimo arrivato. «Pronti per tagliare la torta?»